Storia

La Torre Capo di Conca, detta anche Torre Saracena o Torre Bianca, è un’antica torre di guardia cinquecentesca che sorge sul promontorio chiamato Capo di Conca. Si tratta di uno dei monumenti più antichi e importanti del sistema difensivo della nostra terra, rimasto a testimoniare le terribili invasioni piratesche e saracene e le alterne vicende di uomini impegnati nell’eterna lotta di costruzione e distruzione di presidi per il controllo di terre ora conquistate ora perdute.

Fra il IX ed il XVI secolo, infatti, la Costiera è stata oggetto di feroci attacchi saraceni, con periodi di relativa calma, alternati a periodi di recrudescenza del fenomeno. Il 19 aprile 1279 la Torre del Capo di Conca è citata tra le prime cinque torri presenti nel Golfo di Salerno.

Essa fu ripristinata, e voluta più grande, a seguito dell’editto del vicerè don Pedro Afàn de Rivera nel 1564, assieme alle torri di Salerno (Annunziata), della Marina di Vietri, di Minori (Torre Paradiso) e di Atrani, per completare il sistema difensivo delle Torri di avvistamento, iniziato da don Pedro di Toledo nel 1532.

Le torri di difesa sorgevano vicino ai centri abitati, avevano una guarnigione e spesso batterie di cannoni.

Le torri di guardia, invece, erano più piccole, avevano pochi uomini di guardia e sorgevano spesso in località difficilmente raggiungibili, ma in ottima posizione per sorvegliare grandi tratti di mare.

Ogni torre era in vista delle due limitrofe, in modo da poter comunicare nel più breve tempo possibile a mezzo di segnali di fumo durante il giorno, e fuoco durante la notte.

La torre è composta da un’unica grande sala, al di sopra della quale sono situate due stanzette riservate alle guardie. Dopo la sconfitta dei Turchi a Lepanto, la torre, come molte altre, perse di importanza e fu abbandonata al suo destino e usata a scopo cimiteriale.

Della Torre Bianca si è parlato è scritto al lungo in passato, per il fatto che fino agli anni '50 del secolo sorso, fungeva da cimitero dei conchesi. Se ne discusse persino all' ONU e vi fu chi la paragonò alle “Torri del silenzio” indiane, le Dakhmas dove i Parsi, seguendo la religione di Zoroastro, solevano deporre i morti.

Tuttavia, questo nobile sepolcreto non ha mai avuto, in realtà, nulla di macabro e funereo, tanto è vero che sul promontorio dove sorge, sono sempre affluiti cacciatori ed escursionisti: forse è corretto considerarla un simbolo o un “venerabile avello”.

Si racconta che un giorno, davanti a questa vecchia costruzione saracena, alcuni abitanti di Conca si accorsero che c'erano due anziane turiste americane inginocchiate: “Che cosa fate in questa posizione?” risposero: “stiamo pregando Dio per farci morire qui ed essere sepolte nella torre. Questo è il posto più bello del mondo!”.

Furono convinte a desistere da quel tipo di preghiera e negli anni successivi sono ritornate a Conca: questa volta per divertirsi!

La torre fu destinata a questo uso fino al 1949, finché, diventata di proprietà dell’amministrazione comunale, fu restaurata e destinata prima ad uso abitativo e poi a museo.

Oggi la Torre Capo di Conca è l’unica torre agibile rimasta di proprietà pubblica ed è l’orgoglio del popolo di Conca dei Marini, che ricorda il coraggio e la fierezza dei suoi avi.

History

The Tower of the Cape of Conca, also called the Saracen or White Tower, is an ancient 15th Century guard tower that is perched on a promontory named the Cape of Conca. It is one of the oldest and most important defense systems on earth, a reminder of the terrible pirate and Saracen invasions and the fortunes of those who defended, fought for control and lost the lands of this area.

Infact, between the 9th and 16th Century, the Coast was subject to ferocious Saracen attacks, alternating between periods of calm and then a returns to conflict. On the 19th April 1279, the Tower was cited as one of the first of the defensive towers in the Gulf of Salerno. 

It was restored and enlarged by Don Pedro Afan de Rivera in 1564 together with the Salerno Tower (Annunziata) and those of Marina di Vietri., Minori (Torre Paradiso) and Atrani to complete the defense system started by Don Pedro of Toledo in 1532.

The defense towers were located near centres of habitation, they had garrisons and often cannons. The guard towers however were smaller, had fewer men manning it and were frequently in locations that were difficult to reach but in excellent positions to survey and watch large tracts of sea.

Every tower was in sight of its two neighbours, in order to communicate rapidly, most probably by smoke signals, in the day and by fire at night. The tower is made up of a single large room, above which are two small rooms for the guard men. After the Turkish defeat at Lepanto, the tower was no longer important or required and became, as were many others, abandoned and used as a cemetery.

There has been much written and spoken about the White Tower in the past because until the 1950’s it was the cemetary of Conca’s people. It was even discussed at the United Nations and it was compared to India’s ‘Silent Towers’ the Dakhmas where the Parsi people followed the Zoroastrian tradition of burying their dead.

This noble burial ground has never had anything macabre or funereal about it, infact the peninsula on which it is built has was visited by sight seers and hunters.

According to an old story, it was infront of this old Saracen building that some local Conca residents found two old american tourists kneeling one day. What are you doing they were asked. They answered “We are praying to God to make us die here and be buried in the tower. This is the most beautiful place on earth!”

They were convinced to not wish this upon themselves and instead revisted Conca to enjoy themselves.

The Tower was used as a cemetary until 1949 until it became property of the local Council, it was restored to be lived in and then used as a museum.

Today, the Tower of the Capo di Conca is the only watchtower that is in public hands and it is the pride of the Conca people and a reminder of the courage and pride of their ancestors.